alle porte dell’urporsch
va bene, il ritornello nella versione originale della gigliolona è decisamente nazionalpopolare, ma che ci volete fare? come direbbe maurizio vandelli dell’equipe 84, “avevamo cinque anni correvamo sui cavalli io e lei contro gli indiani” e sul giradischi c’era “il meglio di gigliola cinquetti”, il mio primo 33 giri ever.
gigliola cinquetti, alle porte del sole
[ma che bella capigliatura!]
con questa canzone, scritta dal trio panzeri-pace-pilat [su cui torneremo - forse], la gigliolona vinse canzonissima nel 1973 [uau! lo stesso anno di other side of the moon, selling england by the pound, ziggy stardust...]. sì, il ritornello specie nel verso iniziale è veterosparato, ma la strofa… io amo la strofa e soprattutto l’arrangiamento. i primi 15 secondi di intro per me sono pura gioia dell’orecchio. anzi, lo stridore tra strofa e ritornello la definirei quasi una formazione di compromesso!
mia martini, nella trasmissione la compagnia stabile della canzone con varietè e comica finale diretta da enzo trapani nel 1975. voce più sensibile e nera di quella della gigliolona, interpretazione meno sparata, ma l’arrangiamento è un po’ da marcetta.
e poi: al martino, to the door of the sun: crooner italo-americano per versione italo-americana;
irena jarocka, interprete polacca per il sole del patto di varsavia;
korda gyorgi, opinabile spedita versione in ungherese (?) con arrangiamento da karaoke;
tomi metsaketo, versione tenorile spirituale del secolo XXI dalla finlandia con amore (quante volte col pensiero ti ho pooodato insieme a meeee);
nils & maggie, i più simpatici;
e infine lorenzo pilat, l’autore, classe 1938, in un recital del 2009, che ce ne dà una nervosa versione minimale r’n'b cui mi inchino e spero che serva per eventuali cover.